martedì 4 marzo 2008
Continua a salire la tensione tra la Colombia e i vicini Venezuela ed Ecuador.

La situazione si è fatta critica dopo che sabato scorso l'esercito colombiano ha lanciato un'offensiva in territorio ecuadoriano che ha portato all'uccisione del numero due dei guerriglieri delle Farc, Raul Reyes. Come reazione, il presidente dell'Ecuador Rafael Correa ha subito ritirato il suo ambasciatore da Bogotà e ha dispiegato l'esercito al confine con la Colombia. Lo stesso ha fatto il suo omologo venezuelano Hugo Chavez, che ha accusato il presidente colombiano Alvaro Uribe di essere una "seria minaccia per la stabilità della regione", e ha parlato addirittura della possibilità che scoppi una guerra. Il governo colombiano, pur scusandosi con l'Ecuador per averne violato la sovranità, ha detto di avere le prove dei legami che i due paesi confinanti intrattengono con le Farc.

Ma come si posiziona il governo messicano in questa disputa? Che ruolo ha e può avere il Messico in questo ormai apparentemente inevitabile conflitto regionale?

La Presidenza della Repubblica Messicana ha reso noto che il presidente Felipe Calderón ha avuto contatti telefonici a caldo sia con Correa che con Uribe per sentirne le rispettive versioni in seguito all’invasione dell’esercito colombiano in territorio ecuadoriano. Calderón ha manifestato la totale intenzione di favorire qualsiasi azione che possa favorire il dialogo e recuperare le relazioni bilaterali.

La presidenza messicana ha poi informato attraverso le ambasciate a Quito e Bogotà che seguirà da vicino la situazione per tentare di contribuire a ripristinare le relazioni diplomatiche.

Intanto il Senato messicano ha assegnato alla segretaria per le relazioni estere, Patricia Espinosa, di determinare se e come Messico può assumere il ruolo di mediatore nel conflitto tra i governi di Ecuador, Venezuela e Colombia.

Timidamente quindi il governo messicano tenta di assumere il ruolo che gli spetta, come potenza regionale, per mediare e promuovere la via diplomatica e tentare di evitare un conflitto che col passare del tempo si fa sempre più imminente. C’è da vedere se Calderón si assumerà le responsabilità del caso o se, in seguito alle dichiarazioni statunitensi di Bush in appoggio, come largamente previsto e scontato, alla Colombia, si defilerà come spesso è accaduto in passato.

La notizia nuova viene però dalle dichiarazioni del presidente ecuadoriano Rafael Correa che in una intervista rilasciata alla televisione messicana Televisa ha rivelato che il presidente Felipe Calderón gli ha manifestato appoggio totale, ritenendo ingiustificabile l’intromissione dell’esercito colombiano e la violazione del principio di sovranità nazionale ecuadoriana.

“Gli ho spiegato telefonicamente il problema e mi ha dato la ragione totale. E’ stato un bellissimo gesto e per questo lo ringrazio molto. Calderón ha anche parlato il presidente Uribe e gli ha comunicato la sua preoccupazione per la situazione, oltre a condannare l’ingiustificata aggressione al territorio ecuadoriano” – sono state le parole di Correa rilasciate a Televisa.

Al di là della doverosa condanna all’azione dell’esercito colombiano ci si aspetta però che Calderón ed il governo messicano assumano un ruolo principale e si espongano direttamente per cercare la mediazione visto che ci troviamo di fronte ad un conflitto che non è delimitato solo a tre paesi ma è ormai regionale e può affettare economicamente e politicamente l’intero continente.

Ecco intanto la vignetta di Daniel Paz y Rudy su quotidiano argentino Pagina12:



 

di Antonio Pagliula ~ 9:08 PM

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4 COMMENTI:

7/3/08 4:17 AM, Blogger arachesostufo

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7/3/08 4:17 AM, Blogger arachesostufo

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7/3/08 4:17 AM, Blogger arachesostufo

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7/3/08 5:19 PM, Blogger Andrew

Ciao Antonio
come sempre volevo farti i complimenti per i tuoi post...buone cose! ciao