giovedì 14 agosto 2008
Inizia la produzione di combustibile derivato dal mais. Un vuoto legislativo permette di utilizzare il cereale considerato “eccedente”. Biocyclos inizierà così a produrre circa 30 milioni di galloni l’anno.

Città del Messico – Nelle prossime settimane verrà inaugurata in Messico la prima fabbrica di etanolo prodotto da mais. Nonostante la vigente legge sui biocombustibili contempli che questo cereale possa essere utilizzato solo quando esistano “eccedenti di produzione”, sempre quando non si venga a pregiudicare la fornitura destinata al consumo umano, l’amministratore delegato di Biocyclos, approfittando di un attuale vuoto legislativo, iniziarà a produrre nello stato di Sinaloa.

La legge federale infatti non specifica se gli eccedenti della produzione di mais debbano essere interpretati considerando il consumo nazionale o statale. Questo permetterà a Biocyclos di utilizzare le 270mila tonnellate che lo stato di Sinaloa dichiara come surplus per fabbricare etanolo.

Non essendo specificato chiaramente se questi eccedenti debbano essere calcolati sulla produzione nazionale o singolarmente a livello statale, e, visto che lo stato di Sinaloa ha un eccesso di produzione, Biocyclos riuscirà ad inaugurare così la prima fabbrica in territorio messicano.

Ad oggi il Messico è un paese autosufficiente per il consumo alimentare di mais, lo stesso però non si può dire per la produzione destinata agli allevamenti per il quale importa mais dagli Stati Uniti (circa 4 milioni di tonnellate l’anno).

Delle 70milioni di tonnellate che gli Stati Uniti destinano all’esportazione nel mondo, quest’anno più del 50% verrà utilizzato per la produzione di etanolo, con conseguenti effetti gravissimi sul prezzo del cereale ed in particolare sul vicino Messico, che dagli Usa compra il mais destinato al bestiame.

Il mais destinato alla produzione di etanolo logicamente ha fatto impennare i prezzi del cereale e la sua domanda, tanto da contribuire significativamente alla crisi alimentare mondiale. Solo nel 2007 sono state cento milioni le tonnellate di mais utilizzate per la produzione di biocarburante.

I problemi qui in Messico non si limitano però esclusivamente all’aumento del prezzo del cereale, infatti attirati dai forti guadagni molti coltivatori hanno convertito alla produzione di mais migliaia di ettari destinati normalmente alla produzione di soia o fagioli. Il mais prodotto però non sarà a scopo alimentare ma sarà esclusivamente destinato all’etanolo.

Attualmente i biocarburanti permettono in media una riduzione delle emissioni di CO2 del 30% rispetto a benzina e diesel, in compenso però creano danni ambientali legati alla coltivazione dei vegetali, per esempio: eccesso di concimazione, acidificazione di terreni ed acque, disboscamento, erosione del suolo, diminuzione della diversità biologica, concorrenza con le colture alimentari. L’etanolo prodotto da mais in particolare non risulta una soluzione opportuna dato che non è vantaggioso né sotto il profilo economico né sotto quello ecologico. La produzione richiede infatti altrettanta energia di quanta ne produce e continuerà a contribuire all’aumento esponenzialmente non solo del prezzo del mais ma anche di quello dei terreni, della carne, delle uova, del latte etc.

Nel 2008 l’aumento dei generi alimentari in Messico è già pari al 9% (dato al 31 luglio), con un inflazione accumulata del 5,3%. Se questi dati verranno confermati a fine anno già si stima un aumento del 15% della fetta di popolazione vicino alla soglia della povertà (circa 2 milioni 200 messicani in più).

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di Antonio Pagliula ~ 5:23 AM

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3 COMMENTI:

14/8/08 10:41 PM, Anonymous damdiez

Come si dice in spagnolo "piove sempre sul bagnato"....

"siempre llueve sobre lo mojado" !?.....

Complimenti per il tuo post

 

15/8/08 5:31 AM, Blogger cinquetto

A me piacerebbe capire il rapporto che c'e tra questi nuovi investimenti e la riforma della Pemex (petroli mexicani)..Essendo il messico un territorio ricco di giacimenti di petrolio e che quindi lo rende,praticamente uno dei pochi paesi autosufficenti in tema di energia derivata dall'oro nero..mi sembra un po un controsenso (o magari il senso c'e) svendere le concessioni dei pozzi a imprese straniere alle quali poi comprare (a caro prezzo) i derivati del petrolio , per poi investire in biocarburanti, secondo me la soluzione piu logica sarebbero state delle raffinerie o dei degasificatori piuttosto che aggredire uno dei pochi territori al mondo ancora in grado di offrire uno sviluppo sostenibile!
Ma io mica sono un esperto in consumi,e tantomeno in economia di mercato globale.Pero non sono nemmeno miope..e alla Gasolineria ci vado spesso anch'io!

Ciao Antò

 

18/8/08 4:38 AM, Blogger Andrew

bellissimo post Antonio

Passa a trovarci, un caro saluto!