Città del Messico – Una buona mattina un cittadino medio, Gustavo Rodriguez, si sveglia ed esce di casa per la solita mezz’ora di esercizio con la sua bici, fabbricata da “Bimex”. Tornando a casa i cavi elettrici che gli passano la luce sono della “Empresa Nacobre”, e l’acqua della sua doccia scorre per le tubature di rame estratto dalla miniera di “Frisco”. Il cd che suona nel suo stereo mentre il nostro Gustavo si veste è stato comprato nella catena “MixUp” e la prima chiamata telefonica del giorno è effettuata attraverso la linea fissa di “Telmex”.La sua macchina è equipaggiata con pneumatici nuovi di marca “Euzkadi”, comprati alla “Sears”. In strada per raggiungere l’ufficio gli squilla il cellulare, per il quale ha un contratto con “Telcel”. Chiaro, prima di arrivare a lavoro è poi obbligatoria una fermata per fare colazione, e cosa c’è di meglio di un caffé della catena “Sanborns”. Dopo il caffé poi ha voglia di fumare e le sue sigarette sono della “Cigatam”, una impresa manifatturiera sussidiaria del gruppo “Carso” che vende a Philipp Morris, Malboro ed altre grandi marche.
A lavoro poi il nostro protagonista logicamente si connette ad internet per controllare la posta, il suo servitore è “Prodigy Infinitum” (Telmex), mentre verso metà mattinata riceve una chiamata da un agente assicurativo con il quale aveva contrattato una polizza di “Seguros Inbursa”.
Finalmente quando la giornata si sta concludendo, prima di rientrare in casa, decide di fermarsi a prendere dei cioccolatini prodotti e distribuiti da “Nacional de Dulces”. Ed il fine settimana? Ci starebbe bene anche una scappata al mare senza spendere troppo, e “Volaris”, una delle compagnie low cost, è quella giusta per raggiungere Acapulco da Città del Messico.
Questo è solo una storiella inventata, però tutte le imprese ed i negozi nominati all’interno di questa ipotetica giornata di un messicano medio, e che appartengono a settori economici tra i più disparati (biciclette, costruzioni, miniere, commercio, telecomunicazioni, auto-ricambi, ristorazione, tabacco, alimentari e aviazione), girano attorno all’orbita di un'unica persona: il numero uno degli impresari messicani, la seconda persona più ricca al mondo, il padrone del gruppo economico che rappresenta da solo la terza parte del valore dell’indice di Borsa principale in Messico, Carlos Slim Helù.
L’immagine che passano i media qui in Messico di lui è quella del re Mida, tutto quello che passa per le sue mani si trasforma in oro. Quello che iniziò con un fondo d’investimento del gruppo finanziario Inbursa nel 1981 si è trasformato oggi in uno dei quattro pilastri su cui si regge il suo impero, tanto che la rivista Forbes lo classifica al secondo posto tra i milionari dei milionari, con un patrimonio pari a 60 miliardi di dollari. Gli altri suoi pilastri sono le telecomunicazioni, il commercio e le infrastrutture.
Ma il suo “pregio” più grande è proprio quello di essere diventato il leader delle telecomunicazioni, non solo in Messico ma dell’intero continente americano. La sua impresa, “America Movil”, che inizio da zero nel 1990, ha tentacoli sulla telefonia cellulare in Guatemala, Nicaragua, El Salvador, Honduras, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Colombia, Ecuador, Brasile, Paraguay, Perù, Cile, Argentina, Uruguay e perché no Stati Uniti, con un totale di più di 131 milioni di clienti.
In Messico poi approfittando della privatizzazione del sistema di telefonia fissa, Slim e la sua Telmex sono riusciti ad accaparrarsi il 95% del mercato, che logicamente gli permette di fissare prezzi senza nessun tipo di concorrenza e con tutte le caratteristiche di un monopolio.
A Carlos Slim però non piace essere definito un monopolista, in passato è anzi arrivato a negare l’esistenza di monopoli in Messico. Secondo la sua opinione infatti i casi di Cementos Mexicanos (Cemex) che controlla l’80% del mercato del cemento, o delle catene televisive Televisa e TV Azteca che insieme si dividono il 95% delle concessioni televisive, non sono monopoli. In Messico si preferisce parlare di “cartelli” o al massimo di “posizioni dominanti di mercato” a differenza però dell’opinione a riguardo della Banca Mondiale che ha più volte criticato il ruolo di questi monopoli a danno della concorrenza e della crescita economica.
Si sperava che le cose prendessero altra piega con il passaggio di poteri dal partito stato del PRI al PAN ma, passati otto anni, nulla è cambiato. Anzi, leggendo i giornali o guardando la tv la figura di Slim è quasi divinizzata. Notizia di qualche giorno fa è la creazione di un fondo da 20 milioni di dollari da destinare all’educazione e alla salute proprio da parte di Slim con l’appoggio dell’ex presidente Usa Bill Clinton.
Difficilmente invece si legge qualcosa sulla somma dei patrimoni dei primi 10 multimilionari messicani che è pari al 6% del PIL dell’intero paese o sull’aumento della disuguaglianza tra classi benestanti e povere.
Ma d'altronde come farebbe un messicano medio come il nostro Gustavo Rodriguez, come del resto l’intera popolazione messicana, a vivere un solo giorno se le imprese di Carlos Slim smettessero di colpo a funzionare?
Rimane però il paradosso che la seconda persona più ricca al mondo viva in un paese che “vanta” la metà della sua popolazione vicina alla soglia di povertà e che si classifica al posto 103 su 126 nella lista delle Nazioni Unite sull’uguaglianza sociale. L’aumento esponenziale della ricchezza di Slim contrasta fortemente con la triste realtà di molti dei suoi compatrioti, solo prendendo atto delle statistiche negli ultimi due anni Carlos Slim ha guadagnato 27 milioni di dollari al giorno, mentre il 20% della popolazione messicana vive ancora con meno di due dollari giornalieri.
Mi ricorda tanto l'ascesa economica di un certo Cavaliere,certo se non fosse per la "scesa in campo" politico i due sarebbero ancora piu simili.Bisognerebbe suggerire al Sig.Slim una candidatura a presidente della repubblica messicana,ma forse non ne ha bisogno,forse per raggiungere una “posizione dominante di mercato” in messico non è necessaria una candidatura politica,è sufficente un po di corruzzione qua e la,qualche mazzetta di tanto in tanto e molto coraggio!Dico forse perche mentre le societa del Sig.Slim godono di ottima salute giudiziaria,non si puo certo dire lo stesso delle imprese del clone italiano...che di malanni causati da procure e tribunali italiani, ne ha sofferti tanti,forse perche ispirati da un evento sociale e storico,chiamato "mani pulite"!
Certo che conoscendo un po la politica messicana un "manos limpias" in questo paese sarebbe una un contradizione in termini..anche solo il pronuciarlo provocerebbe al nostro Gustavo Rodriguez un sorriso ironico e rassegnato!Come dire,cambiano le latitudini,le persone,i governi,gli stati...ma il destino di Marco Rossi è sempre piu simile a quello di Gustavo Rodriguez e mentre i vari PaperonBerluslim accumulano sempre piu ricchezze i nostri due eroi Gustavo e Marco si avvicinano sempre di piu a quel 20% di sfigati globalizzati!E questa non è perniente una "storiella inventata" ma una storia reale!
che dire perfettamente d'accordo con cinquetto, chi conosce un minimo la società messicana sa benissimo che nè Slim nè gli altri grossi impresari hanno bisogno di sporcarsi le mani in politica, hanno le loro conocenze e le loro "amicizie" a tutti i livelli di potere e a tutte le latitudini politiche...










