lunedì 22 settembre 2008
Non si era mai visto in Messico un attentato come quello della notte del grido d’indipendenza nella città di Morelia dove sono stati fatti esplodere ordigni contro la gente che stava assistendo alla celebrazione. Un atto terroristico firmato da uno dei cartelli della droga più potenti nel paese.

Città del Messico – Che interesse ha il narcotraffico nel terrorizzare la società civile? Visto che non ci sono precedenti in Messico vale la pena usare come referenza il modus operandi dei narcotrafficanti colombiani. In Colombia i narcos cominciarono ad attaccare la popolazione civile per far emergere il sentimento sociale di uno Stato non più in grado di assicurare protezione e giustizia, insomma il proposito era discreditare la guerra che il governo colombiano aveva annunciato ai cartelli di Medellin y Cali. La situazione è molto simile a quella che si osserva oggi giorno in Messico, dove il Cartello del Golfo, bersaglio favorito della “guerra” ufficiale al narcotraffico lanciata da Calderón, ha colpito per la prima volta la società civile, uccidendo 8 innocenti e ferendone un centinaio.

E’ probabile che, come succedeva in Colombia, i narcos abbiano pensato che terrorizzando la popolazione ottengano allontanarla ulteriormente dal governo in questa “guerra” dove Calderón appare con sempre meno possibilità di successo.

Per lottare seriamente contro il narcotraffico ci sono requisiti che non si dovrebbero eludere come invece ha fatto l’attuale governo. Uno è ammettere che il Messico da solo non ce la può fare, ma che si ha bisogno di un accordo internazionale per dare effettivamente battaglia ai cartelli della droga (la detenzione di 200 integranti del Cartello del Golfo in una operazione coordinata da Stati Uniti e Italia ha contato con la partecipazione del Messico? No).

Un altro requisito è far fronte all’evidenza che il narcotraffico ha allargato le sue aree di influenza, radicandosi anche in molte istituzioni dello Stato. Senza la complicità di giudici, governatori, sindaci e legislatori è infatti impensabile l’impunità diffusa in Messico per questi crimini, così come l’impunità di poliziotti e componenti delle forze dell’ordine al servizio di queste organizzazioni criminali. Calderón ha iniziato a riconoscerlo, però ancora non è stato fatto nulla al rispetto.

Con queste premesse il governo dovrebbe ri-formulare una strategia concreta per affrontare il crimine organizzato prima di lanciarsi in una “guerra” contro il narcotraffico. Senza dubbio lo stesso Calderón ha ammesso, in una intervista a Televisa, che la lotta intrapresa i primi giorni del suo governo si è rivelata molto più complessa del previsto (che scoperta!). Ha illustrato la situazione con l’esempio di un medico che opera per asportare un appendicite e si trova di fronte ad un cancro.

Non c’è motivo per dubitare delle buone intenzioni del presidente di mettere fine con la piaga del narcotraffico, ma in Messico c’è un detto che dice “di buone intenzioni è pavimentata la strada per l’inferno”, e proprio questa sembra essere la via intrapresa dal governo nel tentativo di dominare al crimine organizzato.

Nel bel mezzo di questa crisi, e con all’orizzonte una sconfitta nella lotta intrapresa e tanto osannata sino a qualche tempo fa, Calderón ora fa richiamo all’unità nazionale e alla co-responsabilità sociale, ma ne ha diritto? Qualunque messicano con senso morale vorrebbe vedere un Messico libero dal narcotraffico ma è falso e pericoloso pensare che in questo compito di ripulire il paese ci sia qualcuno con più responsabilità che il potere esecutivo e giudiziale dello Stato.

Di cosa dovrebbe essere co-responsabile la società? Della corruzione di magistrati, giudici, politici, governatori e segretari di governo? O del sistema finanziario che si fa carico di riciclare senza troppi scrupoli il denaro? O della muffa interna alle forze di polizia? E’ vero anche la società civile ha le sue colpe ma sono paragonabili a quelle di istituzioni che dovrebbe garantire la sicurezza a tutti i cittadini e no esserne co-responsabili.

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di Antonio Pagliula ~ 1:15 AM

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