venerdì 12 settembre 2008
L'11 settembre potrebbe trasformarsi per l'ennesima volta in una data da ricordare. Sale la tensione tra America Latina e Stati Uniti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un attentato ad un gasdotto boliviano nei giorni scorsi. Il complotto, che ha causato gravi danni economici, vede come colpevoli i soliti gruppi separatisti e di estrema destra che continuano la loro campagna di destabilizzazione nei confronti del governo di Evo Morales. Proprio il presidente boliviano, che denunciava da mesi l'appoggio di esponenti diplomatici e politici statunitensi verso questi gruppi, ha preso la decisione di dichiarare l'ambasciatore Usa in Bolivia, P.Goldberg, “persona non gradita”. Da qui una serie di reazioni a catena che fanno riscaldare gli animi su entrambi i fronti.

La mossa di Morales è stata subito appoggiata dal Venezuela di Hugo Chávez, che in serata, annuncia l'espulsione dal paese caraibico dell'ambasciatore statunitense Patrick Duddy e l'interruzione delle relazioni diplomatiche sino a quando gli USA non avranno un governo che rispetti i popoli latinoamericani. Sempre Chávez, che non perde l'occasione di sfoggiare la retorica anti-imperialista che tanto piace ai romanticoni, aveva accettato esercitazioni di aerei di guerra russi in Venezuela e minaccia di pianificare manovre militari con la Russia. Dichiarando il totale appoggio, eventualmente anche bellico, alla Bolivia di Morales, ha poi ordinato la riduzione dei voli commerciali tra Venezuela e Stati Uniti e di sospendere la somministrazione di petrolio agli USA, principale cliente del greggio venezuelano (molti i dubbi, Chávez non lo farà mai, ma intanto il prezzo del petrolio risale!).

Gli Stati Uniti hanno risposto annunciando la rimozione dell'ambasciatore venezuelano a Washington, mentre a quanto pare Patrick Duddy si trovava già negli USA da giorni.

L'aria si fa pesante e non ci sono dubbi che le prossime decisioni potrebbero essere influenzate dalle differenti campagne elettorali. Tra due mesi la tornata in Venezuela ed a novembre le elezioni negli Stati Uniti. Già nelle scorse settimane l'ex presidente russo Putin aveva avvisato sulla dubbia gestione del conflitto georgiano da parte degli Stati Uniti, con lo scopo di influenzare le elezioni presidenziali e favorire il candidato repubblicano.

Insomma c'è da tenere gli occhi aperti e puntanti sull'America Latina nei prossimi giorni. Quello che è certo che in tutti i casi Chávez e Morales non sono isolati, questa volta Argentina e la nuova potenza il Brasile di Lula, con meno retorica ma più efficacemente, non permetteranno facilmente intromissioni da parte degli Stati Uniti.

Ma forse ancora più interessante sono gli effetti sul prezzo del petrolio, che dopo la caduta libera delle ultime settimane ha ripreso a salire grazie alle dichiarazioni di Chávez e agli uragani dei Caraibi.

Per tenersi aggiornati su tutto ciò che succede e succederà in Venezuela consiglio la lettura di Notizie da Caracas.

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di Antonio Pagliula ~ 5:36 PM

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3 COMMENTI:

12/9/08 7:15 PM, Anonymous Kuda

concordo pienamente con l'analisi, morales e chavez sono a forte rischio golpe

 

12/9/08 11:56 PM, Anonymous Carioca

Ciao Antonio, Ti scrivo dal Brasile.Scusami se dissento, su una parte del tuo post.
E' evidente che Chavez ha mandato via l'ambasciatore usa per fare un colpo di teatro... lo dice anche lui per altro, in attesa di un nuovo presidente americano il venuzuela interrompe i rapporti con gli USA, le elezioni ci sono ai primi di novembre... vedi te.
E pensi che Chavez mandi a quel paese il suo miglior cliente???
Capitolo Brasile:Lula è uno che pensa agli interessi del suo paese, e non si farà trascinare ne da Morales (ti ricordo che il Brasile è incazzato nero per la nazionalizzazione a perdere fatta dal presidente Boliviano a danno della petrobras e che lo stesso Brasile ha chiesto i danni alla Bolivia per il ridotto approvigionamento di gas in questi giorni) inoltre il Brasile ha fatto e sta facendo oggi sono reiniziate manovre insieme agli americani (la marina) a fini addestrativi per tutelare i nuovi campi marittimi petroliferi di Santos.
Quindi non capisco che appoggio ti aspetti dal Brasile, visto per altro che scazza quasi quotidianamente da anni alla frontiera con le truppe venezuelane.
Capitolo Argentina: Ora che dopo 7 anni sono usciti dal buco pensi che spenderanno 1000 pesos per aiutare Chavez? Che manco lo vogliono nel Mercosul?
Purtroppo sia Chavez che Morales sono anacronistici come presidenti,sono delle brutte copie di Castro. Imparassero da Lula e dal predecessore che hanno dato un grosso impulso al paese e non solo ai loro conti correnti (leggesi recente nazionalizzazione Santander da parte di Chavez in Venezuela)

 

15/9/08 4:54 AM, Blogger cinquetto

Da osservatore esterno e totalmente disinteressato prendo solo atto che magari come dice Carioca certe scelte andrebbero fatte a prescindere dalla teatralità,pero vanno fatte!
Autoeleggersi termometro dell'economia mondiale a discapito di alcuni stati cosidetti minori magari sovvenzionando ( a volte addestrando) e appoggiando ora gruppi separatisti poi estremisti o peggio terroristi, è sinonimo di prepotenza ( e sto usando un eufemismo).La verità è che gli USA hanno sempre attinto a piene mani dalle risorse dei paesi dell'america latina usando tutti i mezzi,sopratutto quelli illeciti!
Se poi Chavez come Morales vengono addidati dai piu come delle brutte copie di Castro poco male...pero per citare il titolo di un libro mi viene da dire ANCHE LE BRUTTE COPIE NEL LORO PICCOLO SI INCAZZANO !! Per contro alcune porcherie fatte dagli USA sono troppo evidenti perche i due scellerati vengano lasciati soli dagli altri (e qui sono daccordo con Antonio)rappresentanti dell'america latina che come Lula hanno ben presente che se stavolta è toccato alla Bolivia e al Venezuela le prossime vittime sacrificali potrebbero essere proprio loro!
Vedremo!