giovedì 30 ottobre 2008
Questa volta sono stati 185 i paesi che hanno votato per revocare l'embargo a Cuba. L'Assemblea delle Nazioni Unite approva quasi all'unanimità, per il 17esimo anno consecutivo, una risoluzione non vincolante.

Ormai non dovrebbe fare neanche notizia, ma ogni anno ci tengo a ricordarlo. Anche quest'anno l'Assemblea della Onu chiede quasi all'unanimita' il ritiro dell'embargo economico/commerciale adottato dagli Stati Uniti contro Cuba dal 7 febbraio 1962. Se non altro da 17 anni a questa parte i voti a favore del ritiro aumentano. Nel 2006 furono 183, nel 2007 184 e quest'anno 185. Gli unici 3 voti contrari arrivano dal solito blocco: Stati Uniti, Israele ed isole Palau, due astenuti Isole Maschall e Micronesia.

Il cancelliere cubano Felipe Pérez Roque, che presentò la risoluzione con un discorso all’ONU, ha accolto i risultati con beneplacito. Rivolgendosi alla delegazione degli Usa durante il suo discorso Pérez Roque ha affermato: "Siete voi ad essere soli e completamente isolati." L'embargo - imposto nel 1962 dall’amministrazione Kennedy dopo il fallito tentativo di invasione dell'isola nella Baia dei Porci - è definito "genocidio" dalle autorità cubane, che affermano sia costato all'isola 89 miliardi di dollari.

Come ogni anno alla fine sottolineo l'assoluto disdegno per il no delle isole Palau, un’isoletta dell’Oceano Pacifico che conta con 19'000 abitanti. Riporto da Wikipedia:

La Repubblica di Palau (scritto anche Belau) è uno stato insulare nell'Oceano Pacifico, situato a circa 500 km a est delle Filippine. Avendo ottenuto l'indipendenza dagli Stati Uniti nel 1994, è una tra le nazioni più giovani (e meno popolose) del mondo.

Economia
Le attività economiche principali di Palau sono il turismo, l'agricoltura di sussistenza e la pesca. Il governo rappresenta il principale datore di lavoro nel paese, che dipende fortemente dagli aiuti statunitensi. La popolazione vanta un reddito pro capite doppio rispetto a quelle delle Filippine e di gran lunga superiore a quello della Micronesia.

Storia
Il Giappone occupò Palau allo scoppio della prima guerra mondiale e ottenne un mandato di controllo fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando le isole furono cedute agli Stati Uniti quale parte del Territorio in amministrazione fiduciaria delle isole del Pacifico (Trust Territory of the Pacific Islands). Nel 1979 i paluani votarono contro l'unione con gli Stati Federati di Micronesia, optando per l'indipendenza. Dopo un lungo periodo di transizione, durante il quale si ebbero le morti violente di ben due presidenti (Haruo Remeliik, assassinato nel 1985, e Lazarus Salii, suicidatosi nel 1988) l'indipendenza arrivò nel 1994.

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