Nel 1982, l'afroamericano Tom Bradley, all'epoca sindaco di Los Angeles, si presento', sfidando il repubblicano di razza bianca George Deukmejian, alla candidatura di governatore della California. Tutti i sondaggi davano vincitore l'aspirante di colore; ma alla fine la spunto' Deukmejian. Cosa accadde? Pare che gli elettori bianchi che pensavano votare repubblicano si fossero dichiarati indecisi nei sondaggi elettorali per non apparire razzisti davanti gli intervistatori. Alla fine risulto' che 9 su 10 indecisi votarono repubblicano, uno strano effetto statistico ma sopratutto sociale.Questo e' il precedente, questo e' quello che si definisce come "effetto Bradley". Questa volta la posta in gioco pero' e' ben piu' alta, c'e' in ballo la presidenza degli Stati Uniti d'America.
L'effetto Bradley si ripropose anche in altre occasioni. Nel 1988 nelle primarie del Wisconsin dove Jesse Jackson ottenne l'8% meno del voto "bianco" previsto; o nelle elezioni a sindaco di New York nel 1989 quando l'afroamericano Dinkins aveva 12 punti di vantaggio e fini' vincendo con solo il 2%; e sempre nell'89 nella decisione del governatore della Virginia, il vantaggio di 8% che aveva Douglas si converti' alla fine in una vittoria risicatissima.
Addirittura pare che nel 1996 quando si parlava di Colin Powell come papabile candidato republicano alla Casa Blanca, lo stesso generale afroamericano si dichiaro' dubbioso sulla sua candidatura proprio per il possibile "effetto Bradley".
Ad oggi Obama viene dato dai sondaggi con un vantaggio che oscilla tra i 6 e gli 11 punti percentuali. I democratici pero' fanno bene a non dare per scontato l'esito delle elezioni. E' infatti vero che sono passate generazioni da quando Bradley venne sconfitto in California e che gli elettori statunitensi non sono piu' gli stessi dell'epoca, pero' se si stima l'effetto Bradley pari ad un 3% del cambio di preferenze negli stati piu' contesi, Obama si troverebbe a perdere in Nevada, Colorado, Ohio, Missouri, Florida y Carolina del Nord mettendo cosi' a rischio il sommare i 270 delegati necessari per la presidenza.
Speriamo che in pieno XXI secolo l'elettorato del paese motore dell'economia mondiale (nel bene e nel male) e suppuestamente del paese piu' democratico al mondo non dimostri immaturita' e razzismo.
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