lunedì 10 novembre 2008
A solo 23 mesi da quando Felipe Calderon ha assunto la presidenza della Repubblica Messicana, il numero di morti ammazzati riconducibili al crimine organizzato supera i 7'000.

morti messicoCon i 37 morti dell'ultimo fine settimana, si sommano 7'052 morti dal 1 dicembre 2006 al 8 novembre 2008 (statistica de El Financiero). Nei 6 anni di presidenza precedente di Fox furono "solo" 1'948. Il 3 novembre e' stata la giornata piu' violenta, con 45 giustiziati in un solo giorno. La media e' di 10 morti ammazzati al giorno. Gli stati piu' pericolosi: Chihuahua, Sinaloa, Bassa California, Guerrero y Michoacan. Dati decisamente allarmanti, cifre di un paese in guerra. La lotta al narcotraffico e alla criminalita' va fatta, ma forse le decisioni prese sino ad ora non sono state decisamente le migliori.

I pericoli per il futuro sono molti e atterrizanti. Dopo gli attentati alla popolazione da parte del narcotraffico, e l'incidente aereo piu' che sospetto nel quale ha perso la vita il ministro degli interni e uno dei personaggi piu' influenti nella lotta al narco, il paese e' a un bivio. Il rischio della guerrilla e dell'entrata di persone legate al crimine organizzato nella politica e' quanto mai reale.

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di Antonio Pagliula ~ 5:45 PM

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giovedì 6 novembre 2008
Cade un jet privato in centro a Città del Messico. Sull'aereo, di proprietà del governo, il ministro dell'interno Juan Camilo Mouriño e Josè Luis Santiago Vasconcelos, ex viceprocuratore generale della Repubblica e figura principale nella lotta al narcotraffico del governo.

Città del Messico - Le dinamiche dell'incidente fanno riflettere. L'aereo era in perfetta rotta, mancavano solo 10 km all'atterraggio nell'aeroporto di Città del Messico, non ci sono state comunicazioni di problemi tecnici prima che se ne perdessero le tracce e le condizioni meteorologiche erano ottimali. La versione ufficiale parla di incidente o di errore umano, ma i dubbi vengono un po' a tutti. La morte di un segretario di stato, il braccio destro e numero 2 del governo di Felipe Calderón, per giunta accompagnato da una delle figure piu' importanti nella lotta al crimine organizzato in Messico, sarebbe sospettosa in qualsiasi parte del mondo.

L'aereo, un Lear Jet 45 di ritorno dallo stato di San Luis Potosì, è precipitato in città, causando anche vittime a terra. La tragedia, che ha lasciato 15 morti e numerosi feriti gravi , ha colpito la capitale messicana in uno dei suoi punti nevralgici, in un trafficato incrocio a est della capitale messicana, a poche decine di metri dal Paseo de la Reforma.

Per ora media e politica scartano quasi a priori l'ipotesi attentato ma per l’attuale congiuntura nazionale messicana nessuno si meraviglierebbe. Ci sono precedenti importanti. Un altro ministro degli Interni, nella scorsa legislatura, Ramón Martín Huerta, morì quando l'elicottero dove viaggiava precipitò nelle montagne tra Toluca e Città del Messico. Anche lì si parlò di incidente ma tutti erano convinti si trattasse di attentato. Ora tocca all'aereo di Mouriño e Vasconcelos senza che ci siano elementi obiettivi che facciano scartare quest'ipotesi.

I sospetti si intensificano se si pensa che a gennaio un gruppo di esponenti del Cartello della droga di Sinaloa, quello del Chapo Guzmán per intenderci, furono arrestati perché preparavano un attentato contro un esponente del governo. Si trattava proprio di Vasconcelos, da 20 anni responsabile della Siedo, l'organismo della Procura in prima linea nella lotta al narcotraffico e attualmente collaboratore speciale del governo in materia di sicurezza. Vasconcelos faceva della lotta al narco la sua vita e aveva ottenuto durante la sua carriera l'estradizione di diversi capi narco come Osiel Cárdenas, leader del cartello del Golfo, e Héctor "El Güero" Palma, del cartello di Sinaloa.

Vasconcelos era un obiettivo chiaro del narcotraffico, che già aveva ammesso di aver ricevuto minacce di morte in passato. Con lui poi c'era Juan Camilo Mouriño, ministro dell'Interno e amico fidato, oltre che braccio destro, del presidente Calderón, un obiettivo altrettanto allettante se si voleva colpire la figura del presidente ed i suoi sentimenti personali.

Se si pensa poi che oggi, come non mai, i toni della lotta al narco in Messico sono aspri, se si pensa agli attentati di Morelia dello scorso settembre, dove i narcos colpirono gente comune con una bomba durante la celebrazione dell'indipendenza, o ai più di 6000 morti ammazzati da quando Calderón e' in carica da presidente, i sospetti si infittiscono sempre più. Un testimone poi rivela di aver visto l’aereo cadere in picchiata e l'ipotesi attentato prende sempre più forma per un paese al centro di una delle più violente lotte al narcatraffico e di una guerra tra cartelli per il potere.

Si cerca la scatola nera per saperne di più, anche se la verità difficilmente emergerà dalle fonti governative che come sempre cercheranno di nascondere la verità e l'effettivo potere del narcotraffico. Nei primi sondaggi a caldo l’80% dei messicani non crede sia stato un incidente ma la sola possibilità che il crimine organizzato, il narcoterrorismo, abbia la forza e il potere di far precipitare un aereo del governo con a bordo due delle figure più importanti del paese terrorizza il Messico.

Articolo pubblicato anche su Peacereporter


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di Antonio Pagliula ~ 7:35 AM

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mercoledì 5 novembre 2008

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di Antonio Pagliula ~ 6:13 AM

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Un jet privato si schianta a Città del Messico alle 7 pm in una delle zone più transitate della città. 8 i morti, tra le vittime anche il ministro dell'interno Juan Camilo Mouriño.

Città del Messico - Un aereo privato del governo con a bordo il ministro dell'interno Juan Camilo Mouriño e Jose' Vasconcelos, ex viceprocuratore generale della Repubblica e collaboratore speciale nella lotta al narcotraffico attuata dal Governo, precipita nel centro di Città del Messico. Per ora 8 sono le vittime e più di 40 i feriti (7 gravissimi). Tutti i passeggeri dell'aereo sono morti. L'aereo, un Lear Jet 45 di ritorno dallo stato di San Luis Potosì, è caduto in città, causando anche vittime a terra.

Lo schianto è avvenuto su una delle arterie più trafficate della città soprattutto nelle ore di punta della sera, tra Paseo de las Palmas e Paseo e la Reforma, zona commerciale e piena di uffici. Le case dell'incidente sono ancora sconosciute, ma probabilmente si è trattato di un fallo tecnico del veicolo.

Mentre come in tutto il mondo anche i messicani aspettavano di conoscere il nuovo presidente degli Stati Uniti la tragedia aerea ha sconvolto il paese. Viene a mancare il ministro dell'interno Juan Camilo Mouriño, braccio destro ed amico fidato del presidente messicano Felipe Calderón. Per molti sarebbe stato il prossimo candidato del PAN alle presidenziali del 2012, nonostante le polemiche sulla sua nazionalità (spagnolo di nascita, messicano dai 18 anni). Mouriño, architetto della campagna elettorale e del trionfo di Calderón, 46 anni, aveva una carriera politica promettente ma già piena d'ombre, come il discusso conflitto d'interessi avuto ai tempi in cui era viceministro dell'energia, dutante il quale si è dimostrato concedesse licenze ad imprese vicine alla sua famiglia.

Ecco gli ultimi aggiornamenti: Incidente o attentato?

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di Antonio Pagliula ~ 5:24 AM

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sabato 1 novembre 2008
La festa dei morti in Messico è un atto di sincretismo, un miscuglio tra costumi preispanici e dogma cattolico.

Senza dubbio il giorno dei morti è una delle feste più sentite dal popolo messicano. Questo culto in Messico ha una doppia origine. Nel Messico preispanico si festeggiavano i morti quando si approssimava la fine della stagione delle piogge, esattamente verso la fine di ottobre. Le comunità indigene preparavano altari di fiori e cibo per i loro morti che erano considerati i protettori dei vivi. Si dava molto valore agli antenati che si dovevano mantenere contenti e compiacenti con queste offerte per ottenere buoni raccolti e donne più fertili. Dall’altro lato c’è l’influenza della chiesa cattolica.

Secondo la tradizione europeo-mediterranea i morti venivano ricordati tramite orazioni e preghiere. I defunti erano distanti dai vivi perché o in cielo o nell’inferno. Una visione radicalmente contrapposta alla vicinanza che c’era tra vivi e morti nella cultura preispanica. Con la cristianizzazione degli indigeni iniziata nel XVI secolo venne imposto il rito cattolico, però le comunità indigene lo reinterpretarono secondo le loro idee e dandone un valore proprio. Il risultato è la festa dei morti attuale in Messico che si festeggia l’1 (dedicato ai muertitos - i bambini) e il 2 novembre (dedicato agli adulti).

Le persone offrono ai defunti i loro cibi preferiti, sistemano in degli altarini le loro foto e pregano per le loro anime. Secondo la tradizione popolare i morti hanno il permesso di visitare parenti e amici sulla terra una volta l’anno. Durante il giorno dei morti, i vivi accolgono le anime dei morti con omaggi di fiori, di cibi particolari, candele e incenso. Non si tratta di un rito morboso ma di un’occasione di pace e serenità.

L’altare costituisce il vincolo tra i vivi e i morti. Lo si prepara per questi due giorni in cui la frontiera che divide la vita e la morte quasi scompare. I vivi preparano una festa in onore dei loro defunti, in una concezione della morte totalmente opposta a quella quasi macabra e timorosa che abbiamo noi in Europa.

Quattro sono gli elementi che devono essere presenti in un altare per festeggiare i morti: fuoco, acqua, terra ed aria.

Il fuoco si manifesta con le candele, immancabili, che servono ad illuminare il cammino dei morti sino all’altare che contiene i loro doni.

La terra è invece simbolizzata sia dal “flor de muertos” cempaxochitl (il cui forte aroma guida i defunti nel loro cammino di ritorno) che dai cibi preferiti in vita dai morti. Secondo la credenza questo offrenda viene prima consumata dagli ospiti d'oltretomba, che se ne nutrono assorbendo gusti e sapori, e poi nei giorni successivi, apparentemente intatta, dai loro cari; immancabile “el pan de muertos”, tortillas, mole e frutta).

L’acqua si riflette al suo stato naturale o sotto forma di bevande che si offrono ai morti (immancabile, assurdo dirlo ma è vero, la bottiglietta di coca cola, o una corona o spesso anche una bottiglia di tequila o mezcal).

Ed infine l’aria è rappresentata dal papel picado (carta velina bucherellata) che si colloca sui tavoli che fungono da altari. Il vento che passa in queste fessure rappresenta il soffio di vita, il respiro dei defunti.

Può sembrare un po’ strano ma invece è qualcosa di eccezionale e magico, il giorno dei morti è una festa, è vissuta in modo positivo la morte, che viene sdrammatizzata e resa familiare, non la si teme. “Il messicano ha familiarità con la morte, ci si scherza, la accarezza, ci dorme insieme, la celebra…” (Octavio Paz). La morte è infatti rappresentata con umorismo e perfino affetto da artigiani ed artisti. Teschi e scheletri vengono costruiti con zucchero, latta, legno, carta, argilla e ossa.

Un consiglio: passare un ponte dei morti in città come Oaxaca, Toluca, Mixquic o Tzintzuntzan (come tutti i paesini di Michoacan) può essere un’esperienza unica e irripetibile.

Le foto sono state scattate per la festa dei morti 2007 a Oaxaca.

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di Antonio Pagliula ~ 7:00 AM

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