L’esercito e la polizia nazionale stanno intraprendendo una repressione violenta nei confronti della pacifica resistenza civile che chiede il rientro del presidente Zelaya, legittimamente eletto.
E’ purtroppo forte il rischio di una regressione politica che creerebbe un pericoloso precedente a livello continentale. Per evitarla tutti i paesi latinoamericani uniti e senza eccezioni si schierano a difesa della democrazia in Honduras e nelle Americhe.
Si è creato un fronte unico latinoamericano senza precedenti. Lottare per la democrazia in Honduras oggi è una misura dovuta e di carattere preventivo per assicurare la stabilità democratica in America Latina.
Anche il presidente Usa, Barack Obama, così come l’Unione Europea, dichiara illegale il colpo di stato militare che ha portato alla “presidenza” Micheletti. Si spera che il governo degli Stati Uniti dimostri un cambio reale rispetto al passato assicurando il rispetto della democrazia in Honduras. Quale occasione migliore per rompere con l’oscuro passato.
Aggiornamenti in tempo reale
- Manuel Zelaya annuncia che giovedì, dopo la sua visita agli Stati Uniti per pronunciare un discorso davanti alla ONU, rientrerà in Honduras accompagnato dal presidente dell’OEA, José Miguel Insulza e dai presidenti latinoamericani che accetteranno l’invito ad accompagnarlo.
- Obama si compromette, si schiera apertamente e dichiara “illegale il colpo di stato in Honduras”. “Il presidente Zelaya continua a rappresentare il presidente legittimo della Repubblica di Honduras”.
- Il gruppo di Rio, l’ALBA, SICA, tutti i paesi uniti e unanimi e senza eccezioni da Managua Nicaragua ritirano i loro ambasciatori in Honduras e sospendono attività economiche, politiche, finanziarie e di cooperazione sino al ripristino dell’ordine democratico e al ritorno di Zelaya alla presidenza.
- Nessun governo riconosce il presidente illegittimo hondureño, Roberto Micheletti.
- La repressione militare nei confronti dei manifestanti, e la registrazione della violazione di diritti umani nei confronti di politici e attivisti detenuti.
- Il presidente illegittimo Micheletti dichiara che governerà in Honduras nonostante la condanna internazionale.
- L’arresto e il sequestro per poche ore di giornalisti e reporter di Telesur, unico canale televisivo a trasmettere in diretta le immagini della repressione militare a Tegucigalpa.
- La prima vittima della resistenza civile, un sindacalista travolto da un veicolo dell’esercito.
- Inizio dello sciopero generale indetto dalla resistenza pacifica e civile al colpo di Stato.
Il colpo di stato sembra già avere le ore contate.
Leggi la testimonianza diretta di un cittadino italiano in Honduras e guarda le foto della repressione militare in esclusiva per VeroSudamerica:
La resistenza civile sta tentando di riscattare la democrazia. Testimonianza dall’Honduras
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