sabato 4 luglio 2009
Il presidente dell’OEA, José Miguel Insulza, ieri in visita in Honduras per ricordare la scadenza dell’ultimatum, ha assicurato che non c’è la volontà da parte del governo golpista di ripristinare l’ordine costituzionale nel paese.

Per oggi è prevista una riunione straordinaria della Organizzazione degli Stati Americani (OEA) per stabilire le misure da infliggere al paese centroamericano vista la scadenza dell’ultimatum di 72 ore dato mercoledì. Si prevede l’esclusione dell’Honduras dall’organismo che porterebbe ad un ulteriore isolamento politico ed economico al governo golpista di Micheletti.

Intanto ieri nella nottata il governo di fatto annuncia l’uscita volontaria dall’OEA anticipando la possibile esclusione ufficiale prevista come decisione della riunione straordinaria. La decisione però provenendo da un governo non riconosciuto non ha nessuna validità.

Micheletti ed il suo governo illegittimo comunque non sembrano voler fare nessun passo indietro. Continuano a respingere le pressioni internazionali ed a minacciare d’arresto in caso di rientro il presidente legittimamente eletto Mel Zelaya, su cui secondo un ordine di cattura della Corte Suprema pendono 18 capi d’accusa.

Il rientro di Zelaya, previsto per oggi, continua quindi a slittare. Ora non si ha una data precisa. Si dice che avverrà una volta terminata la riunione OEA o comunque al massimo entro questo fine settimana. Zelaya sarà accompagnato dal presidente ecuadoriano Correa, dallla presidente argentina C. Kirchner dal presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miguel D'Escoto. Il premio Nobel per la pace, la guatemalteca Rigoberta Menchú, è invece già in Honduras per appoggiare il rifiuto al golpe.

Intanto la resistenza popolare al colpo di Stato continua a crescere. Oggi le strade vicine alla casa presidenziale a Tegucigalpa sono occupate da migliaia di manifestanti, provenienti da diverse regioni del paese centroamericano (nonostante la repressione dell’esercito sono finalmente riusciti a raggiungere la capitale), che chiedono incondizionatamente il ritorno del presidente Zelaya.
C'è preoccupazione per una possibile repressione da parte dell'esercito.

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di Antonio Pagliula ~ 6:38 PM

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1 COMMENTI:

4/7/09 9:04 PM, Anonymous Anonimo

restituire Zelaya seria una vittoria di "Chavismo" in Honduras e dovrebbe tener conto del fatto che l'impeachment del presidente Manuel Zelaya è stato effettuato per ordine della Corte suprema e del rispetto per le istituzioni, . Zelaya era trama di rimanere al poter il presidente honduregno aveva aiutare da presidente del Venezuela Hugo Chávez per la riforma della Costituzione per una durata di rielezione e per soddisfare il suo obiettivo, come ha fatto lo stesso Chavez. per rimanere al poder.

Chavez ha esportato il proprio peculiare stile della democrazia in tutta la regione e ha vari gradi di successo in Ecuador, Bolivia, Argentina e Nicaragua ", "In Honduras, Chavez ha iniettato il suo olio di denaro per aiutare Zelaya ha vinto le elezioni nel 2005 e Zelaya si è trasformato sempre più verso la sinistra, durante la sua presidenza
Zelaya ha voluto chiamare un referendum come un atto di intimidazione politica per costringere il Congresso a riformare la Costituzione, al fine di mantenere il potere ... Questo tipo di politica di intimidazione ha funzionato in altri paesi e Honduras giustamente per paura che riuscirce a sovvertire la democrazia nel suo paese con l'aiuto di personale e di denaro da Chavez. "
"Non è un caso",, "che Chavez sta portando gli sforzi per ripristinare al Zelaya al potere