domenica 5 luglio 2009
Il presidente espulso con la forza dal colpo di Stato di domenica scorsa oggi prova il rientro a Tegucigalpa. Il governo golpista annuncia che farà di tutto per impedirlo. Bloccate le vie di comunicazione all’aeroporto mentre la resistenza al golpe si prepara per accogliere Zelaya. Sale la tensione. Diretta da Tegucigalpa.

La riunione straordinaria dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) di ieri ha ufficializzato l’espulsione dall’organismo dell’Honduras a causa della violazione dell’articolo 21 della Carta Democratica Interamericana (rottura dell’ordine democratico). Il presidente costituzionale Zelaya ha annunciato così il rientro al paese, previsto per oggi per mezzogiorno (le 20 italiane). Lo accompagneranno il presidente ecuadoriano Correa, il presidente argentina C. Kirchner da confermare invece la presenza del presidente del Paraguay, Fernando Lugo e del presidente dell’OEA, José Miguel Insulza. Il governo golpista di Roberto Micheletti minaccia di impedire con qualsiasi mezzo che l’aereo di Zelaya tocchi suolo hondureño, indipendentemente da chi lo accompagnerà. Già si riporta la presenza di tiratori franchi nel recinto aeroportuale.

La resistenza civile al golpe annuncia di voler accogliere il presidente Zelaya all’aeroporto ma l’esercito, che appoggia il colpo di Stato, ha già bloccato le vie d’accesso all’aeroporto internazionale di Tegucigalpa. Saranno circa 20'000 i militari che sorveglieranno l’aeroporto e tutti i voli sono sospesi dalla mattinata. Si teme una ennesima repressione militare e la violazione dei diritti umani. Molti manifestanti non riescono a raggiungere la capitale perchè bloccati dall'esercito.

Intanto ieri c’è stata una presa di posizione da parte del Cardinale Oscar Andrés Rodríguez , massimo rappresentante del Vaticano in Honduras. La Chiesa Cattolica appoggia il colpo di Stato invitando il presidente legittimo, Mel Zelaya, a non provare il rientro al paese.

Segui in diretta gli sviluppi dall’aeroporto internazionale di Tegucigalpa qui:





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di Antonio Pagliula ~ 5:25 PM

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1 COMMENTI:

7/7/09 4:05 PM, Anonymous Anonimo

Sì oea difende la democrazia, sia pure su base selettiva
Sua Insulza di Miguel eccellenza signor José ha ci ha sorpreso tutti con l'azione determinata dell'OSA, prima del colpo di stato in Honduras. Per i milioni di cittadini che noi non esistono agli occhi dell'OSA, è molto rivelatore sa che tale organismo sì difende la democrazia, sia pure su base selettiva.

Ciò che è offensiva è visualizzare Insulza applaudire Raúl Castro e Chavez, mentre parlare di democrazia. Questo dimostra che prima gli occhi vi lasciato dittature, la sinistra è sempre popolare e democratica. Al Segretario generale osa militarismo non è male in sé, che è male è tale diritto. È anche diventato silenziosa la minaccia del Venezuela intervenire militarmente in Honduras. I punti elenco venezuelani sono non come il gringas, un popoli kill ma da e per popoli, mentre altri sono terribili, non fatale ma borghese.

Nessuno mette in condannare quanto accaduto in Honduras, il discutibile che OAS non farà lo stesso con Cuba o in Venezuela. Umile è l'ipocrisia del sistema, che è ancora l'ordine dei righelli pochi e non molti cittadini. Signor Insulza non capisce il significato di uguaglianza, sconosciuto che questo valore dipende non il rosso ma il rispetto dei diritti di tutti. I milioni di cubani e venezuelani che vivono nelle dittature militari, non siamo meno persone rispetto ad altri. Il sangue di assassinato da Stalin è meno rosso.

Essa mascalzoni essere forte coi deboli e debole coi forti. Essa fascisti difendere i diritti di alcuni e silenzio quando essi violano i diritti degli altri. È renounce opportunistico idee portata potenza.

E di insensata, penso che l'esclusione di milioni può rimanere in silenziosi per sempre. Sua eccellenza signor Insulza, è talvolta fino e talvolta verso il basso, ricordo di dove è stato durante la dittatura di Pinochet? Lei che dimentica facilmente tra cocktail e vertici!

Yon.Goicoechea.Lara@Gmail.com