martedì 3 novembre 2009
Secondo gli ultimi dati diffusi dalle Nazioni Unite la recessione dell’economia messicana amplificata dalla crisi mondiale porterà altri 2 milioni di messicani alla povertà estrema.

Il Messico è considerato uno dei paesi più colpiti dalla crisi dell’economia degli Stati Uniti per due ragioni:
- a causa della sua alta dipendenza alle esportazioni “made in Usa”
- e per il crollo delle rimesse mandate dagli immigrati messicani negli Stati Uniti, da sempre fonte principale di divisa per il paese insieme agli introiti derivanti dal petrolio.

La povertà si sa è un male cronico per il Messico però quest’anno l’economia chiuderà con un -7% del PIL, la peggiore caduta dalla decade degli anni ’30, che tra l’altro porterà alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. Se a questo poi si somma l’aumento globale dei prezzi delle materie prime, come mais e fagioli, è facile intuire i problemi delle classi sociali più basse. Per le Nazioni Unite ben 2 milioni di messicani scenderanno a livelli di povertà estrema come conseguenza della situazione economica del paese. Negli ultimi due anni sono così già 5 i milioni di messicani caduti a livelli di estrema povertà, tutto questo proprio quando il governo ha attivi il maggior numero di programmi sociali di assistenza alle classi povere della storia messicana.

Per il presidente Calderón una ripresa economica a ritmi sostenuti, almeno a livelli di un 4% annuali, è fondamentale per recuperare consensi anche in vista delle elezioni del 2012 vista e considerata anche la sconfitta nelle elezione legislative di luglio che ha portato alla perdita della maggioranza relativa nella Camera dei Deputati a scapito del PRI.

I programmi sociali non sono infatti sufficienti a contrastare l’attuale situazione economica e la povertà avanza non coinvolgendo solo le campagne messicane ma diffondendosi anche nelle città. Secondo alcuni dati forniti dal governo sono necessari 80 dollari al mese per rispondere alle esigenze alimentari per i messicani che vivono in città, mentre ne bastano 60 nelle aree rurali, allo stato delle cose però ben 20 milioni di persone su 107 non raggiungono neanche questi livelli minimi.

L’ultimo decennio ha visto il Messico come una delle economie emergenti di rilievo in America Latina ma questo non è servito ad eliminarne le contraddizioni interne che vedono 20 milioni di persone che lottano per alimentarsi convivere nello stesso paese di Carlos Slim, una delle tre persone più ricche del mondo.

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di Antonio Pagliula ~ 5:04 PM

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1 COMMENTI:

31/1/11 4:36 PM, Blogger Alex

Che lo si voglia o no, tutti noi siamo coinvolti in ciò che accade nel mondo. Qualunque sia il nostro status, tutti possiamo vedere che un gran numero di persone ha uno standard di vita che supera ogni proporzione. Come se la povertà non esistesse affatto. Tuttavia, il fatto che la maggioranza degli abitanti di questo pianeta vive in povertà e che milioni soffrano di fame, è nostra responsabilità. Forse è sufficiente prestare attenzione alle vere cause di questo squilibrio, ed essere consapevoli della grande necessità di intraprendere azioni atte a incoraggire a distribuire meglio la ricchezza tra le persone. "Ogni consapevolezza individuale, di per sé , può diventare un incentivo per gli altri a seguire il buon esempio e in questo modo, contribuire ad una visione collettiva in grado di cambiare il mondo intero." (Alex Mero)