30 giugno 2009 (orario Honduras)L’assemblea generale delle Nazioni Uniti approva all’unanimità e per acclamazione il progetto di risoluzione proposta per l’Honduras. La risoluzione prevede di non riconoscere nessun governo che non sia quello legittimamente eletto di Manuel Zelaya, e ne chiede il suo “immediato rientro”. Riprende la resistenza civile a Tegucigalpa.
Ore 17:50 – Il presidente illegittimo Micheletti avverte che nonostante le pressioni degli organi internazionali non rinunzierà e non permetterà il ritorno di Mel Zelaya.
Ore 17:00 – Il governo nato dal colpo di Stato estende il coprifuoco in Honduras ai prossimi 5 giorni sino a venerdì 3 luglio nella fascia oraria che va dalle 10pm alle 5am.
Ore 16:30 – La commissione Interamericana dei Diritti Umani visiterà il paese centroamericano per valutare eventuali violazioni dei diritti umani commessi dall’esercito e dal governo illegittimo di Micheletti (Si parla di trenta persone desaparecidas, ed un morto accertato).
Ore 16:00 – L’esercito continua a bloccare le strade di accesso alla capitale Tegucigalpa impedendo alla popolazione che manifesta e resiste al colpo di Stato l’accesso alla città.
Ore 15:40 – Anche i BID (Banca interamericana per lo sviluppo) congela il conto hondureño di 200 milioni di dollari.
Ore 13:00 - La resistenza civile che pretende il rientro di Zelaya e che rifiuta il colpo di Stato, torna nelle strade e si mette in marcia per riconquistare pacificamente la piazza della sede presidenziale dopo averla persa ieri in seguito alla repressione militare. I media hondureñi, che appoggiano il colpo di Stato, trasmettono solo la manifestazione pro-Micheletti dalla Plaza Central, mentre continuano a tacere sul rifiuto internazionale al governo golpista.
Ore 12:40pm – Il Congresso golpista, agli ordini di Micheletti, ha emesso un ordine di cattura nei confronti del presidente legittimo Zelaya, minacciando il suo rientro previsto per giovedì.
Ore 12:00pm- Il presidente illegittimo Micheletti dichiara che in Honduras non è in corso un colpo di stato e che l’esercito ha solo fatto rispettare la Costituzione.
Ore 11:30am - La Banca Mondiale annuncia la sospensione del credito di 270 milioni di dollari destinati all’Honduras sino a quando la situazione politica non torni alla normalità.
Ore 11:15 – Zelaya in conferenza stampa annuncia che anche il presidente Ecuadoriano, Rafael Correa, lo accompagnerà giovedì in Honduras.
Ore 11:00am – L’ONU condanna ufficialmente il colpo di Stato in Honduras. L’assemblea generale delle Nazioni Uniti approva all’unanimità e per acclamazione il progetto di risoluzione proposta per l’Honduras. La risoluzione prevede di non riconoscere nessun governo che non sia quello legittimamente eletto di Manuel Zelaya, e ne chiede il suo “immediato rientro”I paesi patrocinatori della risoluzione erano: Antigua e Barbuda, Belize, Bolivia, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Nicaragua, Rep. Dominicana, San Vicente y las Granadinas, Brasile, Venezuela, Costarica, Perù, Messico, Cile, Uruguay, Argentina, Paraguay e Siria. Successivamente si aggiungevano anche: Stati Uniti, Canada, Colombia, Capo Verde, Barbados, Guyana e Bosnia Erzegovina.
Ore 10:30am – Anche la Spagna del presidente Zapatero si unisce ai paesi latinoamericani e ritira il suo ambasciatore in Honduras. La Spagna chiede agli altri membri dell’Unione Europea di ritirare i rispettivi ambasciatori, non riconoscendo il governo illegittimo di Micheletti.
Ore 10:00am – La presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner annuncia che accompagnerà giovedì il presidente Zelaya nel rientro in Honduras insieme al presidente dell’OEA, José Miguel Insulza, e al presidente ONU. Cristina K. forse tenta di recuperare smalto a livello internazionale dopo la bocciatura nelle elezioni della scorsa domenica in Argentina dove il suo governo ha perso la maggioranza nelle due Camere.
Si ricorda che il presidente illegittimo, Roberto Micheletti, ha officialmente dichiarato che nel caso Zelaya rientrasse in Honduras, è pendiente di arrestato.
Ore 9:00 am – La polizia nazionale hondureña blocca 70 autobus diretti a Tegucigalpa e ne detiene i manifestanti che pretendevano il ritorno di Manuel Zelaya alla legittima presidenza della Repubblica di Honduras.
Ore 8:00 am – La università “Nacional Autónoma de Honduras” sospende le lezioni sino a prossimo ordine. Tutte le scuole della capitale, dalle elementari alle superiori, rimarranno chiuse.
Ieri si sono registrati più di 160 feriti ed un morto in seguito alla repressione militare sulla resistenza civile che chiede il rientro del presidente Zelaya
Leggi gli altri fatti di ieri:
Obama si compromette, si schiera apertamente e dichiara “illegale il colpo di stato in Honduras”. “Il presidente Zelaya continua a rappresentare il presidente legittimo della Repubblica di Honduras”
Testimonianza diretta da Tegucigalpa:
La resistenza civile sta tentando di riscattare la democrazia. Testimonianza dall’Honduras
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