lunedì 27 luglio 2009
Successo contundente della nazionale messicana che vince negli USA contro i padroni di casa la finale della CONCACAF “gold cup” per 5 a 0.

La selezione messicana non espugnava gli Stati Uniti in casa loro dal 1999. Arriva quindi quasi inaspettato il sensazionale successo per 5 a 0 soprattutto dopo un periodo realmente complicato per il calcio messicano ed in particolare per la selezione che ancora lotta per qualificarsi ai mondiali sudafricani. I gol messicani portano le firme di: Torrado, Dos Santos, Vela, Castro e Franco.

La CONCACAF Gold Cup è la più importante competizione calcistica del Nord e Centro America a livello di squadre nazionali ed è organizzato dalla CONCACAF ogni due anni dal 1991. La finale di quest’anno si è svolta vicino New York, nello stadio dei Giants di East Rutherford.

Nella foto i festeggiamenti messicani sotto l’angelo dell’indipendenza di Paseo de la Reforma di Città del Messico.

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di Antonio Pagliula ~ 1:47 PM

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giovedì 23 luglio 2009
Dopo il fallimento delle negoziazioni e della diplomazia in Costarica, Mel Zelaya presidente dell'Honduras spodestato dal colpo militare lo scorso 28 giugno, annuncia che riproverà il rientro in patria.

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di Antonio Pagliula ~ 8:15 PM

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domenica 12 luglio 2009
Il PRI, partito che ha governato in Messico 70 anni sino al 2000, torna ad avere la maggioranza nelle camere sbaragliando il partito del presidente in carica Calderón (PAN) e approfittando della debacle della sinistra. Un pericoloso ritorno al passato che è il risultato del fracasso dei tentativi di cercare di cambiare il paese del PAN e del PRD. Il vecchio PRI, del presidenzialismo autoritario, della corruzione, del neoliberalismo, marcia forte alle presidenziali del 2012.

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di Antonio Pagliula ~ 4:59 PM

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lunedì 6 luglio 2009
Il presidente costituzionale Manuel Zelaya riesce a raggiungere il cielo di Tegucigalpa ma l’occupazione dell’aeroporto con carro armati militari impedisce il suo rientro. Si registrano intanto due morti tra i manifestanti civili che provano a resistere al colpo di Stato.

Come aveva promesso Zelaya prova il rientro in patria. Il governo golpista però controlla l’aeroporto militarmente e minaccia di abbattere l’aereo nonostante la presenza del presidente dell’Assemblea delle Nazioni Unite, Miguel D'Escoto. La comunità internazionale a tutti i livelli, dalla Onu alla OEA, si dimostra inconsistente. A questo punto nonostante l’isolamento internazionale al governo golpista di Micheletti si comincia a temere che il colpo di Stato possa andare in porto.

L’esercito hondureño intanto reprime la resistenza civile dei cittadini che chiedevano il rientro di Zelaya e che lo attendevano all’aeroporto. La manifestazione era pacifica e disarmata ma dall’esercito, nei momenti concitati che precedevano l’arrivo del volo di Zelaya, partono spari e gas lacrimogeni. Una pallottola colpisce un manifestante al cranio, la vittima è un minorenne. La scena è ripresa dalle telecamere delle televisioni internazionali presenti, la censura golpista non lo potrà negare. Altre fonti non ancora accertate parlano di un altro morto e di decine di feriti.

Zelaya nonostante due tentativi di atterraggio alla fine deve desistere, l’esercito occupa la pista. Andrà a San Salvador per una riunione urgente con alcuni leader latinoamericani e con il presidente della OEA, si deve rapidamente decidere come reagire e che strategie adottare quando ormai appare chiaro che il ripristino dell’ordine democratico in Honduras non è così scontato.

Il governo golpista si dimostra solido e senza scrupoli. Non rispetta nessun organismo internazionale e non ha paura di reprimere con la forza le proteste interne.

A questo punto difficilmente una decisione dell’OEA o delle Nazioni Unite può cambiare qualcosa, neanche l’isolamento economico ha portato i risultati sperati. L’unica soluzione sembrerebbe l’entrata decisa in campo da parte degli Stati Uniti, in appoggio all’OEA. Anche se i paesi latinoamericani per la prima volta nella storia hanno dimostrato unità di intenti e compattezza, gli Stati Uniti restano ancora gli unici nella regione ad avere la forza economica e militare per ripristinare realmente la democrazia in Honduras. Il semplice rifiuto del colpo di Stato ed il non riconoscimento del nuovo governo non è più sufficiente.


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di Antonio Pagliula ~ 6:19 AM

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domenica 5 luglio 2009
Il presidente espulso con la forza dal colpo di Stato di domenica scorsa oggi prova il rientro a Tegucigalpa. Il governo golpista annuncia che farà di tutto per impedirlo. Bloccate le vie di comunicazione all’aeroporto mentre la resistenza al golpe si prepara per accogliere Zelaya. Sale la tensione. Diretta da Tegucigalpa.

La riunione straordinaria dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) di ieri ha ufficializzato l’espulsione dall’organismo dell’Honduras a causa della violazione dell’articolo 21 della Carta Democratica Interamericana (rottura dell’ordine democratico). Il presidente costituzionale Zelaya ha annunciato così il rientro al paese, previsto per oggi per mezzogiorno (le 20 italiane). Lo accompagneranno il presidente ecuadoriano Correa, il presidente argentina C. Kirchner da confermare invece la presenza del presidente del Paraguay, Fernando Lugo e del presidente dell’OEA, José Miguel Insulza. Il governo golpista di Roberto Micheletti minaccia di impedire con qualsiasi mezzo che l’aereo di Zelaya tocchi suolo hondureño, indipendentemente da chi lo accompagnerà. Già si riporta la presenza di tiratori franchi nel recinto aeroportuale.

La resistenza civile al golpe annuncia di voler accogliere il presidente Zelaya all’aeroporto ma l’esercito, che appoggia il colpo di Stato, ha già bloccato le vie d’accesso all’aeroporto internazionale di Tegucigalpa. Saranno circa 20'000 i militari che sorveglieranno l’aeroporto e tutti i voli sono sospesi dalla mattinata. Si teme una ennesima repressione militare e la violazione dei diritti umani. Molti manifestanti non riescono a raggiungere la capitale perchè bloccati dall'esercito.

Intanto ieri c’è stata una presa di posizione da parte del Cardinale Oscar Andrés Rodríguez , massimo rappresentante del Vaticano in Honduras. La Chiesa Cattolica appoggia il colpo di Stato invitando il presidente legittimo, Mel Zelaya, a non provare il rientro al paese.

Segui in diretta gli sviluppi dall’aeroporto internazionale di Tegucigalpa qui:





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di Antonio Pagliula ~ 5:25 PM

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sabato 4 luglio 2009
Il presidente dell’OEA, José Miguel Insulza, ieri in visita in Honduras per ricordare la scadenza dell’ultimatum, ha assicurato che non c’è la volontà da parte del governo golpista di ripristinare l’ordine costituzionale nel paese.

Per oggi è prevista una riunione straordinaria della Organizzazione degli Stati Americani (OEA) per stabilire le misure da infliggere al paese centroamericano vista la scadenza dell’ultimatum di 72 ore dato mercoledì. Si prevede l’esclusione dell’Honduras dall’organismo che porterebbe ad un ulteriore isolamento politico ed economico al governo golpista di Micheletti.

Intanto ieri nella nottata il governo di fatto annuncia l’uscita volontaria dall’OEA anticipando la possibile esclusione ufficiale prevista come decisione della riunione straordinaria. La decisione però provenendo da un governo non riconosciuto non ha nessuna validità.

Micheletti ed il suo governo illegittimo comunque non sembrano voler fare nessun passo indietro. Continuano a respingere le pressioni internazionali ed a minacciare d’arresto in caso di rientro il presidente legittimamente eletto Mel Zelaya, su cui secondo un ordine di cattura della Corte Suprema pendono 18 capi d’accusa.

Il rientro di Zelaya, previsto per oggi, continua quindi a slittare. Ora non si ha una data precisa. Si dice che avverrà una volta terminata la riunione OEA o comunque al massimo entro questo fine settimana. Zelaya sarà accompagnato dal presidente ecuadoriano Correa, dallla presidente argentina C. Kirchner dal presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miguel D'Escoto. Il premio Nobel per la pace, la guatemalteca Rigoberta Menchú, è invece già in Honduras per appoggiare il rifiuto al golpe.

Intanto la resistenza popolare al colpo di Stato continua a crescere. Oggi le strade vicine alla casa presidenziale a Tegucigalpa sono occupate da migliaia di manifestanti, provenienti da diverse regioni del paese centroamericano (nonostante la repressione dell’esercito sono finalmente riusciti a raggiungere la capitale), che chiedono incondizionatamente il ritorno del presidente Zelaya.
C'è preoccupazione per una possibile repressione da parte dell'esercito.

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di Antonio Pagliula ~ 6:38 PM

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venerdì 3 luglio 2009
Il presidente legittimo invita i suoi sostenitori ad appoggiare il suo rientro ed a marciare verso Tegucigalpa.

Ad accompagnare Zelaya domani ci saranno il presidente ecuadoriano Correa, la presidente argentina C. Kirchner ed il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miguel D'Escoto. Si aggiunge anche il premio Nobel per la pace, la guatemalteca Rigoberta Menchú. Il presidente dell’OEA, José Miguel Insulza, è invece già oggi a Tegucigalpa, non per negoziare con il governo golpista di Micheletti ma per ricordare la scadenza dell’ultimatum dell’OEA. A Micheletti rimangono solo 24 ore per ripristinare l’ordine costituzionale in Honduras.

Continua intanto la repressione da parte dell’esercito per impedire ai sostenitori di Zelaya di raggiungere la capitale. Oggi la polizia nazionale informa che circa 157 persone sono state arrestate per non aver rispettato il coprifuoco indetto dal governo illegittimo di Micheletti. Si sommano alle 80 di ieri. Nelle zone interne del paese continuano a registrarsi black out elettrici. Si ricorda poi che da ieri sono sospese tutte le libertà costituzionali in Honduras in seguito ad un decreto approvato dal Congresso di Micheletti.

Lo stesso Micheletti si trova così con le spalle al muro. Notizia di ieri è che abbia dato la disponibilità ad anticipare le elezioni di novembre pur di non permettere il ritorno alla presidenza di Zelaya, aprendosi così ad una eventuale negoziazione, che per fortuna ancora non ha trovato controparte.

Domani sarà il giorno decisivo e le possibilità che il colpo di Stato vada in porto sono tutt’ora poche visto la totale assenza di appoggio internazionale e l’isolamento economico in atto.


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di Antonio Pagliula ~ 7:58 PM

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Questa domenica 5 di luglio avranno luogo le elezioni legislative in Messico. Già chiusa la campagna elettorale si prevede una grossa astensione. Il PRI è dato in vantaggio in tutti i sondaggi.

Città del Messico – Tutti i sondaggi danno il PRI vincitore delle elezioni di domenica. Il Partido Revolucionario Institucional quasi sicuramente conquisterà il maggior numero di seggi nella Camera bassa. Se poi si considera che un atipico partito Verde (che propone la pena di morte per frenare la violenza ed i sequestri), alleato del PRI, conquisterà un 5%-7% se ne ricava un quadro dove una coalizione avrà la maggioranza nelle due camere. Si prospetta una vita difficile per il presidente Calderón (PAN) che sarà costretto a cercare accordi con i priisti per portare a termine la sua agenda.

Il partito del presidente, PAN, rappresenterà la seconda forza con circa un terzo dei deputati totali. Un segnale forte di perdita di consensi per Calderón ed i suoi, derivata in parte dalla recessione economica e in parte dalle scarse soluzioni ai problemi storici messicani, che mette a dura prova il PAN nell’obiettivo di mantenere la presidenza nel 2012.

Una presidenza che oggi sembra che solo il PRI possa perdere, visto e considerato anche la crisi interna del PRD, iniziata con le elezioni del 2006 e che non sembra avere fine. Il PRD conquisterà un misero 15% dei consensi e senza una profonda ristrutturazione non avrà nessuna speranza di conquistare la presidenza. La sinistra messicana in profonda crisi soffre le divisioni interne che hanno portato ad una parte di essa a chiedere agli elettori di annullare il voto, non votando per il PRD e creando il “grupo anulistas”.

Riporto un sondaggio pubblicato da “La Reforma” ieri.

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di Antonio Pagliula ~ 7:31 PM

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giovedì 2 luglio 2009
Si sospendono tutte le libertà costituzionali.(segui gli aggiornamenti)

Il governo che risponde al presidente golpista, Roberto Micheletti, ha approvato per decreto la sospensione delle garanzie individuali previste nella Costituzione. Si sospende così il diritto alla associazione, alla libera circolazione nelle ore previste dal coprifuoco, alla inviolabilità del domicilio e di manifestazione. Si concede inoltre la possibilità alle forze dell’ordine di detenere un individuo senza che su di lui penda una accusa o un mandato.

AGGIORNAMENTI

02/07/09

Ore 8 – La polizia nazionale informa che circa 80 persone sono state arrestate per non aver rispettato il coprifuoco indetto dal governo illegittimo di Micheletti.


01/07/09

ORE 18 - Il congresso nazionale hondureño approva lo “Stato di emergenza” nel paese. Ne deriva:
- coprifuoco vigente dalle 22:00 alle 5:00;
- possibilità di detenere un individuo per più di 24 ore senza avere nessuna accusa nei suoi confronti.
- sospensione del diritto alla libertà personale, alla libera associazione e riunione, e al diritto di circolazione nelle ore previste dal coprifuoco.

ORE 15 – Il ministro degli esteri spagnolo, Miguel Ángel Moratinos, conferma che tutti i paesi europei hanno ritirato il proprio ambasciatore dall’Honduras come forte segnale per ristabilire l’ordine costituzionale rotto dal golpe. Spagna, Italia (Giuseppe Magno), Francia e Germania erano i paesi con ambasciatore in Honduras, tutti i 27 paesi dell’Unione sospendono le relazioni commerciali con il paese centroamericano.

ORE 10 – Cattive notizie. Taiwan e Israele riconoscono il governo nato dal colpo di Stato di Roberto Micheletti.

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Ultimatum OEA: 72 ore per il ritorno alla presidenza di Zelaya

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di Antonio Pagliula ~ 5:23 PM

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mercoledì 1 luglio 2009
Dopo l’Onu anche l’OEA condanna il colpo di stato in atto in Honduras. Dopo la lunghissima riunione di ieri arriva l’ultimatum: Micheletti ed i golpisti hanno 72 ore per ristabilire l’ordine costituzionale permettendo il rientro di Zelaya. (segui gli aggiornamenti, guarda le foto della resistenza popolare ). Anche l'Italia ritira l'ambasciatore Giuseppe Magno.

Il rientro di Zelaya è quindi posticipato a sabato. Lo accompagneranno il presidente dell’OEA, José Miguel Insulza, il presidente ecuadoriano Correa, la presidente argentina C. Kirchner ed il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miguel D'Escoto.

Il Congresso golpista, agli ordini di Micheletti, ha emesso intanto ieri un ordine di cattura nei confronti del presidente legittimo Zelaya, minacciando il suo rientro e dichiarando che non lo si lascerà entrare in territorio hondureño.

Micheletti ha poi dichiarato anche di voler inviare in missione un gruppo di deputati ed imprenditori negli Stati Uniti per difendere il suo governo illegittimo. Dopo le restrizioni economiche di ieri da parte della Banca Mondiale e del BID infatti il governo golpista si è visto isolare anche economicamente. Ad una radio locale la ministra delle finanze golpista, Gabriela Núñez, ha dichiarato: “Se vivere in democrazia vuol dire vivere con meno risorse, ci proveremo”. Intanto anche gli Stati Uniti però hanno annunciato che sospende gli scambi commerciali con l’Honduras sino al ripristino del governo legittimo.

Zelaya oggi ha annunciato che andrà invece a Panama per assistere alla cerimonia di investitura del nuovo presidente panameño Ricardo Martinelli, continuando così a ricoprire la carica di unico presidente della Repubblica di Honduras riconosciuto a livello internazionale.

Resistenza Popolare – Continua lo sciopero generale spontaneo a tempo indefinito sino al ritorno di Zelaya. La commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) visiterà presto il paese centroamericano per valutare eventuali violazioni dei diritti umani commessi dall’esercito e dal governo illegittimo di Micheletti (Si parla di trenta persone desaparecidas, ed un morto accertato).
LE FOTO DELLA RESISTENZA

ULTIMA ORA - (ASCA) In relazione alla situazione delineatasi in Honduras a seguito del colpo di stato che ha portato all'allontanamento del presidente Zelaya, il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, che in questi ultimi giorni si e' tenuto in stretto contatto con i suoi omologhi europei e con il segretario generale dell'Osa, ha deciso di richiamare a Roma per consultazioni l'ambasciatore Giuseppe Magno, in linea con quanto gia' disposto anche da altri Paesi dell'Unione Europea. Lo riferisce la Farnesina in una nota.

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Colpo di Stato in Honduras: cronaca del terzo giorno

Testimonianza diretta da Tegucigalpa:

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La resistenza civile sta tentando di riscattare la democrazia. Testimonianza dall’Honduras

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di Antonio Pagliula ~ 4:46 PM

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Continuiamo a ricevere e pubblichiamo le foto della resistenza popolare al colpo di Stato a Tegucigalpa.

Il popolo hondureño prova a resistere alle cariche dell'esercito.





Ringraziamo Davide che da Tegucigalpa ci tiene informati.

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di Antonio Pagliula ~ 4:40 PM

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Vergognoso servizio di Studio Aperto. Il telegiornale Mediaset affronta da un’ottica decisamente particolare il tema del colpo di Stato in atto in Honduras. (Guarda il video)

Intervistando il presidente Enti Bergamaschi nel Mondo, Studio Aperto augura tanta fortuna a Roberto Micheletti, responsabile principale del colpo di Stato, per le sue origini di Bergamo Alta. Nulla da dire sulla condanna ricevuta dalle Nazioni Unite al golpe o sulla repressione militare in atto nelle città del paese centroamericano. Silenzio anche sul controllo dei media del governo golpista.


Quello che importa è la volontà di ricostruire l’albero genealogico o che sia bergamasco ed accesso tifoso atalantino. “Auguri di tanta fortuna al nuovo leader dell’Honduras”, si può ascoltare nel servizio di Filippone e Macchiavello.

Qualcuno perfavore faccia presente a Studio Aperto che Micheletti non è il nuovo “leader dell’Honduras” ma occupa la posizione di presidente solo grazie ad un colpo di stato militare ai danni del presidente legittimo, Mel Zelaya, che l’ONU ha severamente condannato il golpe e che l’OEA (Organizzazione Stati Americani) ha dato un ultimatum di 72 ore di tempo al presidente bergamasco Micheletti per lasciare la carica e permettere il ritorno dell’unico presidente riconosciuto in Honduras, Zelaya.


Ringraziamo per la segnalazione il blog Unavitarilassata.

Segui le notizie in continuo aggiornamento sul colpo di Stato.

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di Antonio Pagliula ~ 4:05 PM

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