domenica 1 maggio 2011
L'ultimo Narco, di Beith Malcolm, giornalista statunitense da anni sulle tracce dell'ultimo narcotrafficante della vecchia guardia, Joaquin "El Chapo" Guzman.

Il libro è presentato oggi sulla Repubblica.it da Roberto Saviano, con l'articolo "Caccia a El Chapo, invisibile boss dei narcos". Il libro è già in vendita in Italia con editore Il Saggiatore. Saviano scrive: "Nulla si può comprendere del nostro tempo, del capitalismo moderno e di quello che sarà, se non si fissa in volto il Messico, attualmente la più importante narcodemocrazia del mondo. Raccontare del Messico spesso è impossibile. Proibito. Uccisi, torturati, decapitati per aver fatto il loro lavoro: così finiscono molti giornalisti che lì decidono di occuparsi di narcotraffico. Fare il giornalista in Messico è un mestiere pericoloso, forse il più pericoloso che si possa scegliere di fare in quella terra".

Ora due link: l'intervista all'autore Beith Malcolm, su Peacereporter.

La descrizione di IBS dove potete comprare a questo link "L'ultimo Narco":

"Aprile 2009, campagna del Durango, Messico. Sul ciglio della strada i cadaveri di due agenti della Dea travestiti da campesinos. Accanto a loro, un foglietto: El Chapo non lo prenderete mai! Questo è il destino di coloro che cercano di ostacolare o catturare El Chapo. O di opporsi a lui. Ma chi è El Chapo? Forbes lo annovehttp://www.blogger.com/img/blank.gifra tra gli uomini più potenti al mondo grazie alla sua influenza, alle sue illimitate risorse finanziarie e al suo potere assoluto. Erede di Jesús Malverde, venerato bandito ottocentesco protettore dei narcotrafficanti, latitante dal 2001 a seguito di una rocambolesca evasione da un carcere di sicurezza dello Stato di Jalisco, nel Messico centrale, oggi Joaquín Arehivaldo Guzmán Loera, meglio noto come El Chapo, è il narcotrafficante più ricercato al mondo. Il suo cartello trasporta, ogni anno, negli Stati Uniti migliaia di tonnellate di marijuana, cocaina, eroina e metamfetamina, attraverso una rete di complicatissimi tunnel sotterranei, voli aerei, e tutti i mezzi possibili. Il suo potere si esercita su 60.000 chilometri quadrati di territorio messicano. Il giornalista Malcolm Beith affronta per mesi le montagne e i villaggi messicani, si mescola con campesinos, agenti e carcerati sulle tracce di un fantasma inafferrabile, per raccontare il percorso violento e crudele che ha portato il figlio di un contadino analfabeta a capo di un impero del crimine e a scatenare l'efferata guerra dei narcos che insanguina il Messico."


 

di Antonio Pagliula ~ 3:30 PM

Share |

HOME PAGE ~ Linka il post ~

0 COMMENTI: