Si sa che l'opinione generalizzata tra i circoli finanziari è che questo sarà il secolo asiatico in termini di sviluppo economico con Cina ed India in testa, ma Standard and Poor's punta con ottimismo sulle economie emergenti latinoamericane, che continuano a conquistare l'interesse di investitori in tutto il mondo.Uno studio della Banca Mondiale intitolato "Latinoamerica, più in là della crisi e dei cicli favorevoli", fa riferimento ad un prossimo periodo duraturo di stabilità economica e crescimento dell'intera regione. La CEPAL (Comisión Económica para América Latina y el Caribe de las Naciones Unidas) prevede che la regione crescerà almeno un 4.2% nel 2011 dopo una crescita del 6% registrata nel 2010, il che rappresenta un ottimo risultato comparato con gli indici di crescita di Stati Uniti ed Europa.
Sono molti inoltre gli istituti economici che pronosticano per vari paesi latinoamericani la entrata nelle delle economie avanzate dal 2020. Da qui a 15-20 anni paesi como Cile, Uruguay ma anche Brasile e Messico ed eventualmente Colombia diventeranno economie avanzate.
Un altro traguardo importante che segnala Standars and Poor's è che già vari paesi sono stati elevati recentemente alla classe di "livello di investimento consigliato". Mentre fino a due anni fa lo erano solo Cile e Messico, oggi lo sono anche Brasile, Perù, Panama e presto anche la Colombia lo sarà.
Importante sottolineare, a differenza di quello che in molti credono, che la crescita ed i risultati delle economie latinoamericane si debba esclusivamente al boom cinese dell'importazione delle materie prime. Non si può nascondere infatti che la percentuale di povertà in America Latina è diminuito dal 48% del 1990 al 32% nel 2010, questo risultado ha favorito lo sviluppo della classe media nella regione che ha portato crescita nel mercato interno dei vari paesi riducendo a sua volta la vulnerabilità legata a shock esterni, come ha dimostrato il recupero dall'ultima crisi economica.
Senza dubbio però gli scettici dipingono un quadro meno ottimistico del futuro per il continente Latinoamericano. L'America Latina sta crescendo meno della metà degli indici di Cina o India; l'inflazione di alcuni paesi com Venezuela e Argentina è vicina al 30%; gli indici di criminalità in Messico, Centroamerica e Venezuela hanno raggiunto livelli record; la qualità dell'educazione e dell'innovazione rimangono arretrati rispetto al resto del mondo e la dipendenza dai prezzi delle materie prime rimane troppo centrale per le economie della regione che potrebbero accusare il colpo in caso di rallentamento delle esportazioni a Cina ed Asia.
Negli ultimi dieci anni poi la dipendenza delle esportazioni è aumentata secondo la CEPAL da un 27% a un 39%, invece di diversificare le esportazioni e la produzione di articoli di maggiore valore aggiunto, la maggior parte dei paesi della regione continua a puntare sull'esportazioni di materie prime come ai tempi delle colonie approfittando solo dei picchi di prezzi degli ultimi anni.
Secondo il Ranking della competitività mondiale appena emeso dal Foro Economico Mondiale di Davoso, tranne Cile e Barbados non ci sono altri paesi emergenti tra i paesi latinoamericani o caraibici tra le prime 50 economie più competitive del mondo.
Insomma ci sono aspetti costrastanti che impediscono di puntare ad occhi chiusi sul continente latino. C'e' da dire che in questa situazione post crisi economica sicuramente l'America Latina rappresenta uno dei pochi raggi di luce nel panorama mondiale.
Anche se è un buon periodo economico per il continente Latinoamericano, questo trand in futuro sarà legato alla capacità dei vari paesi di migliorare i livelli di educazione e di diversificare le esportazioni, il futuro è per chi sta investendo nell'innovazione e per chi produce prodotti di valore aggiunto importanti e non solo a chi esporta materie prime. Il continente è stato favorito nell'ultimo ciclo economico da molti fattori esterni però avrà bisogno di puntare sulle proprie forze se vuole essere il centro di interessi economici esterni come ad oggi lo sono i paesi asiatici.
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