domenica 27 marzo 2011
Delude il primo viaggio del presidente USA Obama in America Latina: ha visitato 4 città in appena 4 giorni, proponendo solo buone intenzioni.

Un Obama sicuramente distratto dalla situazione in Medio Oriente ed in Libia in particolare ha concluso il suo primo viaggio in America Latina, dove è passato da Brasile, Cile e El Salvador. Dai suoi discorsi è emerso simbolismo più che risultati, senza giustificare il grande ritardo del suo primo viaggio a sud del Messico da quando ha assunto il carico di presidente degli Stati Uniti in gennaio 2009.

La visita sicuramente ha lasciato felici i governi dei 3 paesi visitati, sopratutto per essere stati scelti come destinazioni, gli analisti però ora si aspettano di vedere come si tradurranno le buone intenzioni di rinnovare i rapporti con la regione, sino ad ora fin troppo emarginata da Washington.

Ogni tappa del viaggio ha avuto il suo tema specifico: in Cile Obama ha espresso la sua visione della democrazia in America Latina, in El Salvador si è compromesso a cooperare per la sicurezza e per la lotta al narcotraffico in Centroamerica, mentre che in Brasile Obama si è focalizzato sul potenziale della relazione tra le due maggiori economie dell'emisfero.

Senza dubbio però il viaggio di Obama non ha offerto le proposte concrete che portarono i suoi predecessori come la Alleanza per il Progresso di John Kennedy, la iniziativa per le Americhe di G. Bush o l'area di Libero Commercio per le Americhe di Bill Clinton.

Obama per ora ha portato solo i 200 milioni di dollari per l'iniziativa per la sicurezza regionale Centroamericana, un programma mirato a combatere il narcotraffico e il crimine organizzato. Tirando le conclusioni sembrerebbe essere stata più una visita simbolica, protocollare, che cercava di rinforzare i vincoli con la regione che però non si tradurrà in nessun cambio sostanziale rispetto al passato. Lo stesso monto destinato al programma in Centroamerica appare nettamente basso per affrontare una sfida di quella portata.

C'e' da ricordare che Obama aveva promesso una relazione alla pari con i paesi della regione, aveva promesso uguaglianza nel tratto, il passaggio dall'assenteismo alla collaborazione, da una relazione verticale e disuguale ad una orizzontale. Per questo ci si aspettava proposte concrete che invece sono venute a mancare.

Il viaggio in pratica ha lasciato aperte numerose aspettative regionali, in particolare l'eliminazione di barriere all'entrata per le esportazioni latinoamericane negli USA o i mancati compromessi per rattificare gli accordi di libero commercio con Panama e Colombia.


 

di Antonio Pagliula ~ 3:44 AM

Share |

HOME PAGE ~ Linka il post ~ 0 COMMENTI ~ Posta un commento

venerdì 25 marzo 2011
Secondo i dati del Foro del Turismo Mondiale i paesi piú attraenti da visitare sono Svizzera, Germania e Francia. In America Latina il primo é il Messico che supera il Brasile.

Il Messico passa dalla posizione 43 alla 35esima della speciale classifica che misura l'indice di competitivitá del settore turistico, superando di un colpo Brasile e Costarica che lo precedevano. L'incremento é stato aiutato dalla posizione numero 10 mondiale per le risorse naturali, grazie anche ai vari spazi dichiarati nell'ultimo anno Patrimoni Naturali.

Il paese conta anche con 33 siti dichiarati patrimoni culturali della umanitá dall'UNESCU. Il documento segnala che la Svizzera continua ad essere il piú importante per lo sviluppo dell'industria dei viaggi e del turismo, con Germania e Francia rispettivamente al secondo e terzo posto.

La classifica continua con: 4. Austria; 5. Svezia; 6. Regno Unito; 7. USA; 8. Canada; 9. Spagna; 10. Singapore.

Dopo la crisi economica torna l'ottimismo nel settore turistico che peró continua ad affrontare molte difficoltá per ottenere una crescita solida.


 

di Antonio Pagliula ~ 9:35 PM

Share |

HOME PAGE ~ Linka il post ~ 0 COMMENTI ~ Posta un commento

sabato 19 marzo 2011
Il 19 marzo il presidente degli Stati Uniti inizia il suo viaggio in America Latina. Cosa aspettarci? Per ora non ha proposto a differenza dei suoi predecessori nessun piano emisferico.

Prima di Obama tutti i presidenti degli Stati Uniti si erano caratterizzati per disporre di un grande piano strategico per l’America Latina. George Bush ha proposto il sistema “impresa” per la regione, Bill Clinton ha firmato l’accordo di Libero Commercio per l’America del Nord con Canada e Messico, George W. Bush ha provato, fallendo, a creare una grande area di Libero Commercio per tutte le Americhe. Obama per ora non ha proposto nessun piano strategico eppure tanto Obama come la regione Latinoamericana ne hanno bisogno.

Certamente c’è da ricordare che il presidente Obama è stato sufficientemente occupato dalle varie crisi internazionali ed interne che hanno caratterizzato la sua gestione. Forse però si è accontentato della vasta popolarità che gode in AL sin da quando nel 2009 al vertice delle Americhe aveva proposto una relazione da pari a pari con i paesi della regione.

Sono passati però due anni e molti si aspettano che in questo viaggio Obama offra qualcosa di più ambizioso che buone parole e un clima di fiducia. Ma cosa può offrire Obama in un momento così difficile a livello mondiale ed in particolare per gli Usa che continuano ad attuare drastici tagli dei costi nazionali e per gli aiuti all’estero?

Andrebbe già bene la ricetta che inizia a dare i suoi frutti negli Sati Uniti: cercare di migliorare gli standard di educazione e cercare che tutto il continente sia più competitivo nell’economia mondiale. “Il Mondo è cambiato”, ha affermato Obama al Congresso recentemente. “Nazioni come Cina e India hanno preso atto che con cambi intelligenti avrebbero potuto competere ad alti livelli in questo nuovo Mondo. Hanno iniziato ad investire in educazione per i loro bambini seguendo la loro formazione sino a gradi alti, con più enfasi in matematica, scienza, ed investendo in ricerca e nuove tecnologie”. “Non possiamo stare a guardare, abbiamo bisogno di investire in innovazione ed educazione”.

Negli Usa, Obama ha messo l’educazione al centro della sua agenda politica. Nelle ultime settimane ha proposto riforme per formare a 100'000 nuovi docenti in matematiche e scienze, offrendo nuovi stimoli finanziari a gli Stati federali che accettino la valutazione e la retribuzione in base al merito dei maestri, puntando su più intercambi internazionali sia degli alunni che dei professori.

Una ricetta simile sarebbe ancora più importante e rivoluzionaria in Latinoamerica, già che sia Stati Uniti che America Latina sono sulla stessa barca quando si tratta di competere con i livelli educativi dei paesi asiatici. Semplicemente l’anno scolare in Giappone è formato da 245 giorni, negli Usa 180 mentre in AL è solo di 160 (così come in Italia). In Cina le ore di lezioni sono il doppio che Stati Uniti o AL.

L’educazione è un area nella quale gli Stati Uniti hanno un qualcosa in più da offrire ai paesi latinoamericani. Le università nordamericane sono ancora ai vertici del ranking universitario mondiale delle prime 400 università al mondo, dove AL non ha nessun rappresentante nelle prime 200.

Anche in innovazione gli Usa continuano ai primi posti mondiali, gli inventori statunitensi registrano 83'000 patenti all’anno contro i 36'000 del Giappone, 1'600 della Cina e le sole 100 di Brasile, 60 Messico e 40 di Argentina.

Obama potrebbe puntare ad annunciare una iniziativa educativa per le Americhe che includa un intercambio a grande scala di alunni e professori. Potrebbe offrire la sua esperienza fatta in Usa con l’ambizioso programma che offre aiuti economici importanti agli Stati che modificano le loro leggi per permettere la valutazione dei maestri e stipendi meritocratici evitando che i professori guadagnino unicamente per gli anni di carriera. Un piano realmente rivoluzionario per l’educazione in AL.

Servirebbe un ponte concreto per le Americhe che le unisca per poter competere coi i blocchi commerciali di Asia ed Europa. L’educazione, sua priorità in USA, potrebbe essere un eccellente tema da rendere la sua priorità assolta per l’emisfero.


 

di Antonio Pagliula ~ 9:08 PM

Share |

HOME PAGE ~ Linka il post ~ 0 COMMENTI ~ Posta un commento

La Cepal dichiara vitale l’ingresso di divise grazie al turismo per la regione. Le entrate per il turismo costituiscono l’1.8% del PIL regionale.

Il settore del turismo gioca un ruolo fondamentale per molte economie dell’America Latina, sia dal punto di vista della creazione di posti di lavoro che per l’ingresso di divise straniere. Le entrate derivate dal turismo a livello dell’intera regione costituiscono l’1.8% del PIL, con picchi per esempio per la regione caraibica dove arriva a rappresentare il 16.6%.

Le vacanze dei turisti statunitensi, europei e negli ultimi anni anche da paesi asiatici, diventano sempre più importanti, dove la partecipazione del consumo turistico (non residente) influisce sempre di più sul PIL, per alcuni paesi sino al 30%, così come il 50% delle esportazioni e legato al turismo.

I primi tre posti dei paesi latinoamericani più dipendenti dal turismo sono: l’isola di Santa Lucia (31% del Pil); Bahamas e Antigua e Barbuda. Importante per tutti questi paesi, suggerisce il Cepal, che si continui a migliorare le offerte voli per continuare ad attirare visite turistiche.


 

di Antonio Pagliula ~ 9:02 PM

Share |

HOME PAGE ~ Linka il post ~ 0 COMMENTI ~ Posta un commento