giovedì 28 luglio 2011
Ha ottenuto il trionfo elettorale dopo aver abbandonato le idee radicali di sinistra che aveva dimostrato nel suo passato politico, per abbracciare un discorso moderato a favore del libero mercato.

Ollanta Humala ha assunto ieri la presidenza del Perú ricevendo l'appoggio degli investitori, preoccupati in passato che il suo arrivo al potere potesse alterare la direzione presa da una delle economie che cresce a ritmi piú sostenuti negli ultimi anni al Mondo.

Gli analisti aspettano di vederlo in azione una volta occupata la poltrona presidenziale, raggiunta al secondo tentativo, dopo essersi liberato del "pesante" appoggio del presidente venezuelano Hugo Chávez, e preferire invece l'esempio dell'ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Quasi tutti peró concordano che Humala sta dando passi sicuri nella giusta direzione componendo un Consiglio dei Ministri eterogeneo e con esperti rispettati del mondo finanziario come l'economista Julio Velarde che si occuperá delle politiche monetarie.

“La democracia peruviana sará piena quando la giustizia, la pace sociale, la sovranitá nazionale e la sicurezza nelle nostre famiglie costituiranno l'asse portante della nostra nazione, quando l'uguaglianza sia patrimonio di tutti e l'esclusione sociale sparisca anche nei posti piú remoti del Perú", ha dichiarato Humala nel suo discorso.

Per la cerimonia di assunzione della presidenza molti colleghi latinoamericani di Humala hanno organizzato viaggi per Lima, la capitale peruviana, tra questi Evo Morales, Sebastián Piñera, Lobo, Colon e molti altri. Chávez che giovedí ha compiuto 57 anni invece é ancora a Cuba per lottare contro il cancro.


 

di Antonio Pagliula ~ 6:44 PM

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lunedì 18 luglio 2011
Dal 1994 è vigente il trattato di libero commercio dell'America del Nord tra Stati Uniti, Messico e Canada. Caratteristica principale l'ingiusta applicazione dell'apertura al mercato.

Il 6 luglio di quest'anno finalmente gli Stati Uniti, ormai disperati per rilanciare la loro economia, hanno tolto il divieto d'ingresso nel loro territorio per i camion ed i trailer provenienti dal Messico. Dall'entrata in vigore del Nafta, infatti, la libertà delle merci non era accompagnata dalla libertà di circolazione dei mezzi.

I viaggi dei camion messicani giunti al confine USA erano costretti a terminare per affidarsi a trasporti statunitensi. I motivi, secondo gli Usa erano di sicurezza e ambientali, i trailer messicani erano tacciati di contaminare l'ambiente eccessivamente. In realtà i motivi erano legati al fatto che la lobby dei trasportisti statunitensi temeva la competenza low cost messicana. Un paio di anni fa, il governo messicano come misura per contrastare la mancata apertura ai trasporti messicani rispose con l'introduzione di dazi doganali su più di un centinaio di prodotti made in USA.

Ora il Messico ha cancellato dazi su 99 prodotti statunitensi. L'apertura da parte degli Stati Uniti viene in un momento storico in cui gli States cercano di rilanciare e rafforzare gli scambi con il Messico per rilanciare la loro stagnante economia.

Il Nafta, alla soglia del suo 17esimo compleanno, ancora rimane un accordo limitato dai benefici dubbi. Da parte degli Usa manca ancora una riforma migratoria degna di questo nome che permetta la libertà della circolazione anche alle persone oltre che delle merci.


 

di Antonio Pagliula ~ 10:28 AM

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